I primi insediamenti moderni a Foresta Burgos sorsero a fine Ottocento, con una piccola azienda agricola locale. Poco più tardi il Regio Esercito effettuò dei sopralluoghi nell’area e, proprio per la sua posizione isolata ma allo stesso tempo pianeggiante, la ritenne adatta all’allevamento dei cavalli per Polizia e Carabinieri. Nel 1906 venne quindi istituito il Centro di Allevamento Governativo che, dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, perfezionò l’attività preparando gli animali agli scenari bellici, come traino e assalti di cavalleria. L’area di Foresta Burgos si apprestava quindi a vivere un periodo di grande vitalità economica, sociale e di alta densità abitativa. La massima autorità del Centro era il Comandante militare che godeva di ampissima autonomia gestionale e decisionale sul personale militare, ma anche sui civili che venivano assunti dall’Esercito come salariati fissi o stagionali (Tilocca, 2002). Questo comportò la conseguente edificazione di strutture destinate ad abitazione, servizi e attrezzature di supporto all’attività zootecnica.

In breve tempo il compendio divenne un ambiente sociale molto dinamico per presenze e rapporti in funzione del ruolo economico che ricopriva. I militari, oltre che con le strutture edilizie, cercarono di rendere più accogliente il piccolo borgo con la creazione di giardini, strade interpoderali e con la piantumazione di alberi delle specie più svariate. Insomma, Foresta Burgos nel periodo tra fine ‘800 e metà del ‘900 divenne un vero e proprio fenomeno di vitalità economica e sociale.

 

FORESTA BURGOS NEGLI ANNI '50

Il periodo di forte di attività e intensità demografica di Foresta Burgos raggiunse il suo picco all’inizio degli anni cinquanta: il Censimento del 1951 arrivò a contare 348 persone residenti a Foresta Burgos.

Il galoppante progresso tecnologico rese però di lì a breve evidente che il ruolo degli animali era ormai esaurito, e le corse fra trincee e campi di battaglia cedettero il terreno a quelle più pacifiche degli ippodromi. Nella prima metà degli anni cinquanta, la legge 549 del 30.06.1954 decretò la soppressione dei Centri Rifornimento Quadrupedi e il conseguente abbandono dell’area da parte dei militari e delle numerose famiglie di dipendenti. Nel 1959 l’area venne data in concessione per gran parte all’Istituto Zootecnico e Caseario per la Sardegna e per un’altra parte all’Istituto d’Incremento Ippico di Ozieri, che subentrò all’Esercito gestendo l’azienda sperimentale di Foresta Burgos quale sede del Centro di Allevamento Regionale per il Cavallo Sardo, con un’attenzione particolare al cavallo anglo-arabo sardo e alla protezione dell’asinello bianco dell’Asinara.

FORESTA BURGOS NEGLI ANNI '60

Il patrimonio immobiliare era costituito da un complesso di fabbricati obsoleti e fatiscenti, privi ormai della primitiva destinazione. L’agglomerato era costituito da alcuni edifici abbandonati, caratterizzati da coperture lignee, dalle vecchie stalle e dalla chiesa di San Salvatore. Questa è certamente la costruzione più interessante sia per l’accesso che avviene attraverso un suggestivo viale alberato, sia per le forme. Si tratta infatti di una costruzione di stile neomedievale ed ha una facciata a spioventi realizzata in conci a filari alterni bicromi, come nella tradizione romanica della Sardegna. Ha però una decorazione ad archi ciechi in parte a tutto sesto, in parte a sesto acuto, per riprendere i caratteri tipici del gotico nel portale acuto e nel piccolo rosone sovrastante. Un campanile a cuspide sul retro conclude l’edificio. Foresta Burgos è il punto di partenza per interessanti escursioni anche lungo le strade che si addentrano nei boschi e furono selciate dai militari. Distanziati in varie località ci sono alcuni edifici residenziali.

Negli anni sessanta con il contributo finanziario della CASMEZ, prese quindi avvio un progetto di riforma fondiaria con la ristrutturazione delle scuderie “Sa Costa” e la costruzione di alloggi per i dipendenti in regione “Chentina” e in regione “Penduzzu”.
Foresta Burgos ebbe quindi un nuovo momento di grande densità di popolazione tra il 1960 ed il 1973, quando i dipendenti dell’Istituto di Incremento Ippico per la Sardegna, superarono le 100 unità: l’attività di selezione di un cavallo sempre più versatile come l’AAS era infatti caratterizzata da eventi e manifestazioni a supporto della stessa. Sorsero quindi scuole, ambulatorio medico, ufficio postale, telefono pubblico, una rivendita di generi alimentari, bar, un circolo per la riunione dei dipendenti, un cinema e il seggio elettorale. Foresta era nuovamente una comunità.

“La Casearia” come viene chiamata comunemente nel territorio, concentrò a Foresta gli sforzi sperimentali per il miglioramento della filiera della carne bovina con l’obiettivo principale di valorizzare il prodotto delle razze locali rustiche ben adattate a contesti difficili mediante incroci con riproduttori da carne, in un contesto di partenariati europei, finalizzato a migliorare la redditività degli allevamenti in aree marginali dell’area EU – Mediterranea. Le attività di ricerca e sperimentazione pluriennali risultarono in uno schema tuttora alla base della produzione di vitelli da ristallo/macello.

GIORNI NOSTRI - 2006

Con la delibera n. 35/3 dell’8 agosto 2006, la Regione ha concesso in uso gratuito trentennale al Ministero dell’Interno parte del complesso e numerosi fabbricati che vi ricadono, allo scopo di realizzarvi la ‘Scuola aperta per i servizi di Polizia a cavallo ad ordinamento civile’. L’intervento ha consentito di riutilizzare e valorizzare il patrimonio ceduto lanciando nel contempo un forte segnale per lo sviluppo socio-economico del territorio. Nella stessa Scuola si sono svolti negli anni i corsi di formazione per la Polizia locale e le Compagnie barracellari.

AGRIS E FORESTAS - 2016

Dal 2016 sono stati organizzati numerosi incontri e tavoli tematici con i rappresentanti delle istituzioni locali, finalizzati ad individuare un percorso congiunto per l’avvio delle procedure di valorizzazione del compendio che, in ragione della particolare ubicazione e tradizione locale, si presta ad una rifunzionalizzazione in chiave agricola, turistica, sportiva ed agro-silvo-pastorale, con particolare riferimento all’allevamento equino e dell’ippica. I terreni sono stati affidati in uso alle Agenzie regionali Agris e Forestas che hanno presentato l’intento di studiare dei piani di sviluppo adeguati in conformità alla Strategie Europee per la Conservazione della Biodiversità e per le Politiche Agricole. Una progettualità che si è espressa attraverso diverse proposte, come la realizzazione di un Parco Tecnologico della Montagna Mediterranea come modello innovativo di sviluppo socio-economico integrato e sostenibile del territorio, o la proposta di realizzazione del Centro per la Conservazione e Valorizzazione delle Risorse Genetiche Animali di Foresta Burgos.

CHIUSURA SCUOLA POLIZIA A CAVALLO - 2017

Per una cosa che muore, ne nasce sempre una nuova. Così la giunta regionale ha deciso di attuare la riconversione dell’ormai ex scuola di polizia a cavallo e dell’intero compendio che si trova a Foresta Burgos. Con decreto del 28 giugno 2017 infatti, il Capo della Polizia ha disposto la chiusura della Scuola di Foresta Burgos che, con il verbale siglato il 30 novembre, è stata formalmente restituita alla Regione.

La chiusura della scuola – si legge nella delibera – rappresenta un dato negativo per il territorio non solo in termini di sviluppo locale ma anche perché rappresenta un indebolimento della struttura di vigilanza in un’area che è ancora fortemente segnata da problemi di ordine pubblico. Questa situazione impone all’amministrazione regionale non solo di individuare le ipotesi di riconversione della struttura della scuola ma anche di riconsiderare l’intero compendio regionale di Foresta Burgos.

Il compendio, oltre i manufatti di proprietà o in uso al comune di Burgos, è tuttora utilizzato dalle agenzie Agris e Forestas per i propri fini istituzionali. Per la riconversione è stato avviato un processo di collaborazione istituzionale con gli enti locali al fine di condividere le strategie di valorizzazione della struttura. «È necessario – hanno detto i vertici regionali – un rilancio del territorio tale da garantire la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse che costituiscono anche i punti di forza su cui far leva ai fini dello sviluppo dell’economia locale. Il Gocéano, infatti, si pregia della presenza di bellezze naturali di notevole rilevanza e di un considerevole patrimonio archeologico e storico-artistico. Nel territorio sono inoltre presenti un rilevante patrimonio zootecnico con una spiccata vocazione all’allevamento equino che nella zona ha maturato un livello significativo di eccellenza».

TURISMO IN GOCEANO - 2018

Nel 2018 la Giunta regionale ha individuato il rilancio turistico del Gocéano quale pincipale obiettivo strategico rivolto all’area di Foresta Burgos. Il compendio immobiliare, un tempo denominato ‘Centro rifornimento Quadrupedi’, è stato trasferito dallo Stato alla Regione ai sensi dell’art. 14 dello Statuto Sardo con l’elenco n. 11 del 23 gennaio 1958.

“È un compendio straordinario e ha tutte le carte in regola per diventare il grande attrattore per questo territorio. Le potenzialità sono evidenti – ha detto il presidente Pigliaru – e se in passato si è pensato che la destinazione pubblica, con la Scuola di Polizia, potesse essere una scelta vantaggiosa, oggi è chiaro che non può più essere così. È una ricchezza per tutta la Sardegna – ha sottolineato – e dobbiamo lavorare insieme per portarla a valore, cioè creare crescita e posti di lavoro. Ma lo sviluppo deve essere sostenibile, sia dal punto di vista economico che ambientale, e deve rispettare la specificità e la vocazione naturale del territorio. Quindi a questa comunità chiediamo di lavorare velocemente per condividere un’idea, che può essere la base, per esempio, di progetti importanti nell’ambito del turismo equestre, che ha un grande potenziale nel mercato internazionale. Diteci che cosa vi aspettate, in che tipo di progetto vi riconoscete – ha concluso Francesco Pigliaru – e noi siamo pronti a fare la nostra parte e ad affrontare questa sfida”.

Il servizio demanio e patrimonio dell’assessorato degli Enti locali ha quindi pubblicato un avviso esplorativo finalizzato all’indagine di mercato per l’acquisizione di manifestazioni di interesse sulla valorizzazione e riuso del compendio regionale di Foresta Burgos, compresa l’ex scuola di polizia a cavallo. L’indagine, che è stata estesa ai confinanti immobili di proprietà del Comune di Burgos, consente all’amministrazione regionale di orientarsi nelle successive fasi del processo di concessione.

“Questo compendio ha notevoli potenzialità sotto il profilo turistico e può offrire importanti opportunità di sviluppo economico e occupazionali – ha spiegato l’assessore Cristiano Erriu – La Giunta ha individuato quale obiettivo strategico finale dell’iniziativa la crescita e il potenziamento dell’attività di allevamento del cavallo anglo-arabo-sardo e la promozione e sviluppo del turismo equestre.

Le Agenzie regionali Agris e Forestas manterranno la loro presenza istituzionale nel compendio e continueranno a prestare la loro attività: del compendio, infatti, fanno parte i terreni ad uso pascolativo e i fabbricati attualmente in uso a Forestas e Agris, dove sono presenti scuderie, officine, fienile, stalla, uffici e l’ex caseificio”.

L’avviso riguarda il complesso immobiliare che ha ospitato la sede della ‘Scuola aperta per i servizi di Polizia a cavallo e per le Forze di Polizia ad ordinamento civile’ (circa 18 ettari cin 14 corpi di fabbrica), il complesso immobiliare del borgo storico (sette fabbricati comprendenti una serie di alloggi, una palazzina e un edificio di culto) più due edifici di proprietà comunale (la cosiddetta palazzina direzionale ed un fabbricato con originaria destinazione alberghiera, mai entrato in funzione) e un maneggio coperto di proprietà regionale, con una superficie di 2.600 metri quadrati. Nel Puc del Comune di Burgos, la zona urbanistica è classificata in parte come Zona F di interesse turistico (dove aveva sede la disciolta Scuola di polizia) e in parte come Zona E agricola.

RITORNO A FORESTA BURGOS - 2019

Nasce il progetto Ritorno a Foresta Burgos.

Il progetto Ritorno a Foresta finanziato dalla RAS si pone l’obiettivo di concorrere alla scoperta delle inesplorate potenzialità turistiche offerte dal territorio di Foresta Burgos facendo leva sull’attaccamento degli emigrati verso Foresta e le proprie radici. Essi infatti sono stati i non consenzienti protagonisti di una diaspora che ha pochi precedenti.

Nel 1954 tutti i circa quattrocento dipendenti del Centro Rifornimento Quadrupedi dell’Esercito, a seguito della soppressione dell’Ente, furono costretti a lasciare il Goceano e a disperdersi per la Sardegna e il Continente, generando nei bambini di allora un perdurante desiderio di tornare nei luoghi che hanno visto la loro infanzia felice e spensierata.

Oggi, a dispetto del tempo trascorso, un legame affettuoso continua a persistere tra le persone che negli anni cinquanta prima e nei sessanta poi hanno dovuto lasciare Foresta. I “forestai” trapiantati in altre città della Sardegna e del Continente continuano a cercarsi e a ricordare con nostalgia e affetto il loro “Centro quadrupedi” tramandando a figli e nipoti il ricordo di un posto magico. Questi sentimenti, rafforzati dai vincoli di amicizia che tuttora legano questi “emigranti” sparpagliati per l’Italia, rappresentano l’anima del nostro progetto.

RITORNO A FORESTA BURGOS: FOTOGRAFIE