Il villaggio abbandonato di Foresta Burgos, frazione del comune di Burgos nella provincia di Sassari, si trova su un’ampia piana di grande interesse storico e paesaggistico che costituisce l’avamposto più occidentale della regione del Goceano, area prevalentemente montuosa il cui lembo più meridionale s’incunea – lungo la valle del Tirso – fra la Catena del Marghine e la Serra di Orotelli, bastioni settentrionali della provincia di Nuoro.

Il centro prende il nome dall’area boschiva situata sul margine sud-orientale di un altipiano vulcanico, che rappresenta una delle oasi più rigogliose e intatte della Sardegna. La vegetazione è caratterizzata da roverelle, lecci pluricentenari, tassi e varie essenze endemiche che si alternano ad altre estranee alla vegetazione sarda. Nel bosco, sono numerosi i cinghiali sardi, il picchio rosso e la martora. Nuraghi, domus de Janas, tombe di giganti e l’evidenza di insediamenti umani sin dai tempi preistorici completano il quadro di un’area con una concentrazione di monumenti archeologici pari a 1,3 chilometri quadrati (Tilocca, 2002).

Il piccolo borgo è stato il regno del cavallo anglo-arabo sardo: l’area infatti è sempre stata legata all’allevamento del cavallo in quanto la morfologia della zona – boschetti alternati a rigogliosi pascoli in quota con temperature sempre fresche – rappresentano condizioni favorevoli per l’allevamento dei quadrupedi.

Tra la fine dell’800 e per tutta la prima metà del ‘900 a Foresta si sviluppò un ambiente sociale molto dinamico: un vero e proprio fenomeno di vitalità economica per la Sardegna dell’epoca. I militari del Centro Rifornimento Quadrupedi, oltre che attraverso le strutture edilizie, resero più accogliente il piccolo borgo con la creazione di giardini, strade interpoderali e con la piantumazione di alberi delle specie più svariate.

Foresta Burgos tra cavalli e stellette – Per concessione della Regione Autonoma della Sardegna

CREDITI: Regia: Moccia Giosi | Riprese: Pambira Luigi | Testi: Moccia Giosi;

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COSA VISITARE

Il bosco e i suoi dintorni presentano una concentrazione altissima di attrattive turistiche di prim’ordine. Esse vanno dai sentieri sterrati che si inoltrano nel bosco di Badde Salighes alle stradine strette e scoscese del borgo medioevale di Burgos; dal laghetto di “Baddu Idda” al lettuccio funebre perfettamente scolpito e ancora intatto delle misteriose domus de Janas di S’Unighedda; dalla neomedioevale chiesa di San Salvatore all’ex Direzione Militare con possibilità di imbattersi negli asini albini; dal Nuraghe Costa emerso dall’imponente Reggia nuragica, ancora inesplorata, allo storico castello giudicale di Burgos che custodisce la drammatica storia di Adelasia.

A Foresta Burgos si ha l’impressione di essere un po’ fermi nel tempo e di fare ritorno all’infanzia. Le condizioni di vita sono invidiabili: l’aria e l’acqua sono purissimi e a pochi chilometri si può fruire a Benetutti delle terme di San Saturnino, conoscere la magia dalla Necropoli di Sant’Andrea Priu e le suggestioni evocate della roccia monolitica del “Toro Sacro”, visitare il Borgo medievale di Rebeccu, con la chiesa di Santa Giulia.

EVENTI E MANIFESTAZIONI

A Foresta e Burgos non mancano le feste patronali e tradizionali, cui si affiancano le manifestazioni più recenti. Tra gli eventi più sentiti e partecipati ricordiamo:

  • Sant’Antonio Abate: a metà gennaio a Burgos e un tempo anche a Foresta, dove per ogni “rione” venivano accesi dei grandi falò;
  • San Salvatore: ad inizio agosto, festeggiato nell’omonima Chiesetta di Foresta Burgos;
  • San Leonardo Eremita: a novembre, con processione per le vie di Burgos, accompagnata da cavalieri locali e gruppi folk;
  • Prendas de Adelasia: a dicembre, fra rievocazioni medievali, artigianato e gastronomia locale;
  • Pasquetta a Foresta: con in programma Burgos e i suoi sapori e il Mercato contadino, diventato un appuntamento annuale capace di richiamare migliaia di ospiti;
  • Foresta in Festa: a metà agosto, con attività equestri (battesimo della sella), escursioni, laboratori artigiani e visite archeologiche guidate.

UN PO' DI STORIA

Nel 1906, a Foresta Burgos venne istituito il Centro di rifornimento quadrupedi gestito dal regio esercito: un’area dalla superficie globale di circa 1300 ettari che poteva contare di tutte le strutture allevatorie e di addestramento necessarie, nonché di edifici destinati ad abitazione e servizi.

Dopo un’attività fiorente, testimoniata dalla presenza di una numerosa comunità di personale specializzato che – oltre ai militari – abitava nella zona, alla fine degli anni ‘50 il centro di rifornimento quadrupedi perse la funzione di serbatoio di equini per l’esercito ormai dotato di mezzi meccanici e venne quindi soppresso decretando per Foresta Burgos l’inizio di un lento declino.

Nel 1959 il villaggio conobbe una seconda vita quando la Regione Sardegna acquisì l’immenso patrimonio militare destinandolo all’Istituto di Incremento Ippico con lo scopo di selezionare una razza idonea a rispondere alle esigenze di un mercato sempre più orientato verso l’uso di cavalli negli sport equestri: la comunità di Foresta Burgos, costituita da 70 famiglie alle dipendenze dell’ente, potè quindi riaffermarsi portando avanti il progetto regionale che vide la nascita, il 27 febbraio 1967, del cavallo anglo-arabo sardo.

Oggi, come testimoniano gli edifici diroccati – Palattu e Palazzina con la caratteristica soffittatura lignea – così come le vecchie stalle costruite dai militari, il piccolo centro è abbandonato e anche la chiesa di San Salvatore – costruita il secolo scorso dai militari – viene oramai aperta solo in occasione della festa in onore del santo, o per qualche matrimonio.

Foresta Burgos mantiene tuttavia la sua funzione di nicchia ecologica per l’asinello sardo, l’asinello bianco dell’Asinara e il pony sardo chiamato anche Giarab, ottenuto dall’incrocio tra le fattrici della Giara e gli stalloni arabi.

Segui il link per approfondire la Storia di Foresta Burgos.

 

COME ARRIVARE

Da Sassari: Percorrendo la 131, esci al bivio per Thiesi e continua sulla Provinciale 21 verso Bono, quindi svolta a sinistra sulla Provinciale 43 fino a destinazione.

Da Cagliari: percorrendo la 131 prendi il bivio per Macomer e continua sulla 129; svolta quindi per Ozieri-Olbia e imbocca la strada a scorrimento veloce verso Olbia; svolta per Bottida sulla Provinciale 84, raggiungi il paese, quindi la provinciale 78 verso Burgos; dal paese continua sulla provinciale 101, poi sulla SP 43 per raggiungere la destinazione.