venerdì 18 Ottobre 2019
Ritorno a Foresta Burgos | Progetto Regionale Emigrazione | 2019

PREMESSA PROGETTUALE

Il progetto Ritorno a Foresta finanziato dalla RAS si pone l’obiettivo di concorrere alla scoperta delle inesplorate potenzialità turistiche offerte dal territorio di Foresta Burgos facendo leva sull’attaccamento degli emigrati verso Foresta e le proprie radici. Essi infatti sono stati i non consenzienti protagonisti di una diaspora che ha pochi precedenti.

Nel 1954 tutti i circa quattrocento dipendenti del Centro Rifornimento Quadrupedi dell’Esercito, a seguito della soppressione dell’Ente, furono costretti a lasciare il Goceano e a disperdersi per la Sardegna e il Continente, generando nei bambini di allora un perdurante desiderio di tornare nei luoghi che hanno visto la loro infanzia felice e spensierata.

Sorto all’inizio del ‘900 il Centro, sino agli anni cinquanta, aveva donato all’area di Foresta Burgos un periodo di grande vitalità economica, sociale e di alta densità abitativa diventando un vero e proprio fenomeno di eccellenza nella Sardegna del tempo. I militari, oltre a erigere pregevoli strutture edilizie, resero molto più accogliente il piccolo borgo creando giardini, strade interpoderali e piantando alberi delle più varie specie. Si aprirono l’asilo e le scuole elementari, si costruirono campi da calcio, il campo a ostacoli per l’equitazione, il campo di basket, la piste di pattinaggio, cinema, locali per il dopolavoro; era in funzione una cooperativa per la vendita dei generi alimentari. Nella Sardegna del tempo il villaggio di Foresta si apriva alla modernità ponendosi in una posizione di avanguardia.

Lo scioglimento del centro militare comportò l’esodo forzoso dei dipendenti. Seguirono quindi anni di spopolamento e di reiterati e malriusciti tentativi di ripresa. Foresta ebbe tuttavia un nuovo momento di discreta densità di popolazione negli anni sessanta, quando i dipendenti dell’Istituto di Incremento Ippico per la Sardegna superarono le 100 unità. Riaprirono le scuole, l’ ambulatorio medico, un ufficio postale, una rivendita di generi alimentari, bar, un dopolavoro, un cinema. Foresta ridiventata una comunità. In seguito, tuttavia, anche questo personale fu costretto all’esodo per il trasferimento dell’Istituto.

Oggi, a dispetto del tempo trascorso, un legame affettuoso continua a persistere tra le persone che negli anni cinquanta prima e nei sessanta poi hanno dovuto lasciare Foresta. I “forestai” trapiantati in altre città della Sardegna e del Continente continuano a cercarsi e a ricordare con nostalgia e affetto il loro “Centro quadrupedi” tramandando a figli e nipoti il ricordo di un posto magico. Questi sentimenti, rafforzati dai vincoli di amicizia che tuttora legano questi “emigranti” sparpagliati per l’Italia, rappresentano l’anima del nostro progetto.

RITORNARE A FORESTA

Il sito di Ritorno a Foresta ha l’obiettivo di individuare gli emigrati – anche grazie alla collaborazione dei 70 circoli dei Sardi in Italia – raggrupparli, invitarli a ritrovarsi, riconoscersi e contribuire, attraverso la condivisione di materiale, alla diffusione della storia, delle tradizioni locali, dei beni materiali e immateriali che rappresentano le grandi potenzialità turistiche del Goceano.

Considerando l’interesse primario di riavvicinare gli emigrati alla loro terra d’origine i destinatari del progetto sono in primis gli stessi emigrati, i loro figli e nipoti, per permettere loro di riscoprire l’amore per la propria terra e le sue ricchezze, e di riavvicinarsi a una cultura antica e piena di tradizioni. Non si tratta, però, di organizzare una “rimpatriata” di vecchi nostalgici o giovani curiosi.

Il centro del progetto è costituito dalla volontà di avviare un turismo non solo verso il mare, ma nel cuore della Sardegna, un turismo culturale rivolto a quanti sono interessati alla storia, all’ambiente, alle tradizioni e al folklore, chiamando a raccolta tutti i “sardi di fuori” che saranno disposti a collaborare e a mettere a disposizione i propri ricordi, il proprio materiale e le proprie testimonianze per realizzare un’impresa innovativa ed ambiziosa.

MEMORIA E TURISMO

Il progetto “Ritorno a Foresta” si propone di creare i presupposti per riavvicinare gli “esuli” al comune di origine, permettendo loro di riscoprire tutte le bellezze del loro paese, le tradizioni sempre vive, il folklore unico e suggestivo, permettendo nel contempo di far conoscere ai figli e ai nipoti quei luoghi di cui tanto hanno sentito parlare. Luoghi totalmente differenti a ciò a cui sono abituati, luoghi ancora accoglienti, caratterizzati dalla concentrazione in pochi chilometri di attrattive turistiche di prim’ordine. Esse vanno dai sentieri sterrati che si inoltrano nel bosco di Baddes Salighes alle stradine strette e scoscese del borgo medioevale di Burgos; dal laghetto di “Baddu Idda” al lettuccio funebre dalle misteriose domus de jana di S’Unighedda; dalla neomedioevale chiesa di S. Salvatore all’ex Direzione Militare con possibilità di imbattersi negli asini albini; dal Nuraghe Costa emerso dall’ imponente Reggia nuragica, ancora inesplorata, allo storico castello giudicale di Burgos che custodisce la drammatica storia di Adelasia.

A Foresta Burgos si ha l’impressione di essere un po’ fermi nel tempo e di fare ritorno all’infanzia. Le condizioni di vita sono invidiabili: l’aria e l’acqua sono purissimi e a pochi chilometri si può fruire a Benetutti delle terme di San Saturnino, conoscere la magia dalla Necropoli di Sant’Andrea Priu e il “Toro”, visitare il Borgo medievale di Rebeccu, con la chiesa di Santa Giulia. A Foresta e Burgos non mancano le feste patronali e le prelibate specialità culinarie. Tra le tradizioni spiccano i dolci preparati per i fuochi di sant’Antonio abate a metà gennaio: tiliccas, cozzulas e copulettas.  La “Pasquetta a Foresta” con in programma “Burgos e i suoi sapori” e il “Mercato contadino” è ormai diventato un appuntamento annuale capace di richiamare migliaia di ospiti richiamati, oltre che dal cibo, dalla singolare bellezza del sito.

Il Progetto “Ritorno a Foresta ” mira quindi (in base agli obiettivi identificati dal presidente Pigliaru), a cercare di sensibilizzare la popolazione e i dirigenti locali verso il patrimonio umano costituito dalle persone che, ormai settanta anni orsono, hanno dovuto lasciare Foresta. Offrendo più occasioni di incontro si possono creare le condizioni per gli stessi emigrati di riscoprire la propria cultura di origine, tutelando allo stesso tempo le tradizioni e i beni materiali e immateriali del paese di Burgos direttamente coinvolto nel progetto. In questa attività diventa fondamentale l’uniformità di intenti nell’intervento di recupero e il lavoro sinergico teso a valorizzare e promuovere i molteplici beni culturali locali con la consapevolezza che quest’azione è mirata soprattutto verso quei beni che sono a rischio di abbandono, di degrado o di chiusura.